Opere premiate 2019

PREMIO LETTERARIO – 17^ edizione 2019

 

SEZIONE SAGGISTICA

 

Il 1° classificato della sezione saggistica è
Sacri Monti
di Guido Gentile, Giulio Einaudi Editore
La motivazione della giuria:
Il primo premio va, come spesso accade, a un libro che pone sotto gli occhi di tutti aspetti che prima erano conosciuti quasi soltanto dagli specialisti, o da coloro che vi si imbattono per nascita o per caso. Sacri Monti racconta la storia di chi, nel XV secolo, volle sostituire i luoghi di devozione di Gerusalemme, ormai perduta dopo le crociate, con un sistema di cappelle costruite generalmente su alture, ma in luoghi più vicini e non ostili. L’opera di Guido Gentile è la sintesi di una lunga e dettagliata ricerca originale che ricostruisce lo scenario culturale e spirituale nel quale maturò l’invenzione dei Sacri Monti. Il tutto con un’analisi iconografica e iconologica che fa luce su un tema di grande interesse per la storia delle terre alte come il pellegrinaggio sostitutivo che innerva la storia della pietà nella prima età moderna.

 

Vince il 2° premio
Valle della Luce. Alpinismo nelle Valli del Sarca e dei Laghi
di Alessandro Gogna e Marco Furlani, Nuovi Sentieri
La motivazione della giuria:
Si tratta di uno splendido e organico esempio di come dovrebbero evolversi le guide di montagna, non quelle da portare nello zaino, ma da godere e studiare prima della partenza. Gogna e Furlani, infatti, con l’ausilio di un ricchissimo apparato iconografico ben commisurato al testo, riescono a coniugare la storia alpinistica di queste montagne con quella dei boscaioli, pastori e cacciatori che hanno preceduto gli scalatori; sanno passare dalla descrizione dei sentieri escursionistici e di avvicinamento a quella degli itinerari in parete più impegnativi soffermandosi non soltanto sulla tecnica, ma anche sulla storia. Dovrebbe essere, insomma, un capostipite di un nuovo modo di raccontare la montagna non settorialmente, ma in quella sua complessa realtà che è parte non trascurabile del suo fascino.

 

Al 3° posto si è classificato
Mario Rigoni Stern. Un uomo, tante storie, nessun confine
a cura di Anna Maria Cavallarin e Annalisa Scapin, Priuli & Verlucca
La motivazione della giuria:
Non capita spesso di attribuire un premio agli atti di un convegno di studi, ma in questo caso l’eccezione appare più che giustificata, sia per la statura della figura di Mario Rigoni Stern (tra l’altro presidente di giuria del premio letterario antenato di Leggimontagna), sia per la qualità degli interventi sentiti nel novembre del 2017 ad Asiago, sia anche in quanto offre tre inediti: “La natura nei miei libri”, dattiloscritto dello scrittore che risale al 1989; la trascrizione di un’intervista rilasciata a Luca Mercalli per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana; il testo poetico “Rap di Mariostern”, composto dal maestro Bepi De Marzi. Insomma, una specie di “summa” agile e interessante su una delle figure di maggiore rilievo nella letteratura sulla montagna e sugli uomini che ci vivono o vi sono mandati a morire.

 

La giuria di saggistica ha attribuito anche il
Premio speciale “Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO – Leggimontagna” a
Breve storia delle Alpi tra clima e meteorologia
di Alex Cittadella, Club Alpino Italiano / Franco Angeli
La motivazione della giuria:
È ormai sempre più studiato e conosciuto il fatto che la storia delle Alpi e del loro popolamento è strettamente connessa alle variazioni del clima e della meteorologia verificatesi nell’arco dei secoli. Il volume realizzato da Alex Cittadella si pone l’obbiettivo di offrire una sintesi ampia e organica, pur se necessariamente a volo d’uccello, su come sono cambiati gli insediamenti, le abitudini, le società in un territorio che per secoli ha saputo mantenere le proprie peculiarità culturali ponendole come base per ogni costruzione sociale, etica ed estetica. L’estrazione umanistica dell’autore porta a considerare anche aspetti, come quello pittorico, che spesso sono trascurati e a dare un’occhiata particolare alle Alpi Orientali che solitamente appaiono trascurate rispetto a quelle Occidentali.

 

SEZIONE NARRATIVA

 

Al 1° posto si è classificato
Resto qui
di Marco Balzano, Giulio Einaudi Editore
La motivazione della giuria:
Un bel romanzo, una prosa asciutta ed efficace, che sottende anche una documentazione puntuale e diffusa. Una vicenda verosimile, la sottrazione forzata di una bambina alla sua famiglia, serve a raccontare un fatto storico risalente alla fine del Secondo conflitto mondiale: l’evacuazione di un villaggio in Alto Adige, per far posto ad un bacino idroelettrico. Questa vicenda si intreccia con le complesse problematiche legate all’irredentismo delle popolazioni altoatesine e con il difficile rapporto che lo Stato italiano ha sempre avuto con queste (ma anche con le altre) popolazioni di confine. La vicenda della piccola, catalizzante all’inizio la tensione narrativa, si sposta poi sul piano metaforico ad indicare come da tutto col tempo ci si possa separare. Forse anche dalla parola come elemento di comunicazione.

 

Il 2° premio è stato assegnato a
La Contadina
di Noëmi Lerch, Gabriele Capelli Editore
La motivazione della giuria:
Delicato chiaroscuro che, grazie al sapiente intreccio di scene, ricordi, personaggi, restituisce un’immagine corale della vita agreste e, più in generale, del complesso equilibrio fra dimensioni all’apparenza inconciliabili, qui efficacemente risolte nella non-banale figura della Contadina.
Originale e accattivante, la narrazione è sostenuta da una prosa essenziale ed efficace che, grazie al tratteggio del racconto, mai spiegato, mai definitivo, permette al lettore spazi di riflessione individuale, offrendogli la singolare possibilità di giungere autonomamente ad una propria sintesi.
Un libro bello e ispirato, che per armonia e profondità dei contenuti, si rende un autentico inno all’immanenza della Natura.

 

3° classificato per la narrativa
Non sono un’alpinista
di Bianca Di Beaco
a cura di Gianbattista Magistris e Luciano Riva, Club Alpino Italiano
La motivazione della giuria:
Silloge che, pur non presentando una vera unità narrativa, fa emergere compiutamente un modo di intendere la montagna e uno stile di vita che vi si rapporta. La prosa, di nitida precisione, evita enfasi e supponenze formali, e trascorre a tratti verso la poesia, con spunti che si potrebbero definire “kugyani”. Molta riflessione, che però non deraglia in saggistica, per la capacità di affabulazione e per le vivide descrizioni d’ambiente. La prospettiva morale, più ancora dei contenuti, restituisce l’amore per la montagna.

 

Opera segnalata
Omini di pietra. La leggenda di Pierre e Jacques
di Marco Rolando, Hever
La motivazione della giuria:
Il racconto si muove tra realtà e narrazione fantastica; ambientato in un paesino di montagna, racconta la storia di un’amicizia tra due giovani che misurano l’intensità del loro legame attraverso vicende collegate al divenire di opposti stati d’animo, che li mette alla prova e misura la solidità del loro rapporto. La narrazione pone l’attenzione sui valori autentici del rapporto tra le persone, in cui la montagna funge da banco di prova. Scritto in maniera fluida, attenta, sensibile, avvince il lettore per la delicatezza dei ritratti dei personaggi, per l’attenta descrizione dell’ambiente montano, tratteggiato nei particolari anche coloristici. La leggenda di Pierre e Jacques assume connotati di realtà ed esce dalla leggenda per divenire esempio di valori sempre vivi. Per l’impronta educativa si segnala per essere una lettura particolarmente adatta anche ad un pubblico giovanile.

 

SEZIONE INEDITI

 

Al 1° posto si è classificato il racconto
Questa notte sognerò
di Mariagrazia Menegon Paschini (motto: Uno squarcio di luce)
La motivazione della giuria:
Questa notte sognerò è storia di un pensionato e della sua badante. Giacomo già imprenditore di successo ora colpito da cecità è seguito da Olena, signora polacca che lavora per garantire a suo figlio gli studi universitari. L’idea di salire insieme l’Amariana è pensata come regalo di compleanno e nasce dalla sensibilità della donna. Il sessantacinquenne può così godere la fragranza della natura, gli antichi profumi e il venticello dispettoso dell’alpe. “In alto” i due alla fine pur da differenti angolature conquistano il diritto a sognare.
È una sorta di favola dei giorni nostri dove la montagna è eletta a luogo di vita e di speranza. I protagonisti muovono da difficili esperienze, ma anche per questa ragione riescono a capire l’altro e in questa affinità trovano reciproca serenità.

 

2° classificato è
La montagna dei figli di Abramo
di Paolo Borsoni (motto Ascesa)
La motivazione della giuria:
La montagna dei figli di Abramo racconta la storia di una giovane donna, del suo legame con il padre. La montagna è il luogo nel quale i due rinsaldano affetti e riconoscono se stessi. Le Dolomiti e il Monte Baruk, in Libano, toccano tasti del tutto diversi: il piacere dell’ascesa e l’orrore del massacro maronita. Il diario del genitore, ufficiale dei carabinieri scomparso senza spiegazioni dopo la Missione di pace, guida la figlia in cima la Monte Benedetto, luogo dove la morte richiama morte nel nome del dio di Abramo. Mentre il legame tra i due si stringe nella misericordia, lei comprende il dramma di chi ha perso ogni speranza.
La qualità della scrittura compensa la complessità della trama, con tratti eleganti traduce affinità e sentire filiale.

 

Al 3° posto
L’uomo col bouquet di fiori
di Giuseppe Sandrini (motto: In nessun luogo soli)
La motivazione della giuria:
L’uomo col bouquet di fiori è “breve passeggiata” al cannone di Cima delle Dodici. Il vecchio signore che depone i fiori sulla pietra che reggeva le batterie italiane del 1916 racconta la sua storia. Suo padre ufficiale di artiglieria era tornato sull’altipiano per sfuggire le persecuzioni razziali. Nel 1944 viene catturato mentre il figlio è salvato dalla prontezza di spirito della ragazza che lo dichiara suo fratello. La passeggiata continua, ma la montagna è ormai carica di storie tragiche. La ricognizione delle tracce della grande guerra diventa memoria e il tenente H percorre i pascoli immersi nella quiete serale.

 

La giuria ha segnalato il racconto (4° classificato)
Forte forte, piano piano
di Domenico Flavio Ronzoni (motto: Weltanschauung)